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Stefano Eliamo

25 marzo 2008
Stay Safe...
 A proposito di sensazioni che sanno di un sapore di una volta, quelle che non hanno a che fare con il mio presente attuale, A volte torno ad essere un bambino, torno ai primi anni di liceo ed è bellissimo riuscire a provare ancora un certo tipo di emozioni, sapere che sotto un cuore di pietra e di acciaio è come se ci fosse ancora un oceano di sangue. Un cuore che con uno schiocco di dita inaspettato si scorda del dolore e riattacca a battere. Bum bum...bum bum...
Ma poi apro gli occhi, mi sveglio dopo una serata in allegria, e torno a rendermi conto che la mia vita appartiene a Roma e io non abito quì. Appartengo ai cuori di pietra e ai muri di cemento armato, protetto solamente dal mio regno mentre aspetto un sms che non arriverà mai o un invito sperato. Ma alla fine chi se ne frega, io vivo a Roma, accanto alla cupola di San Pietro. Rimango al sicuro ricordandomi di una frase che mi disse una sera di tanti anni fa mio cugino, parafrasando a Walk on degli U2, "Stay safe". Quella frase mi è rimasta e ancora oggi spesso mi torna utile.
 
Stefano E.



permalink | inviato da Stefano E. il 25/3/2008 alle 17:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
musica
12 marzo 2008
Silver
 


                                                            Liffey River, Dublin

Chi è Silver?
 

Era l’estate del 2000, quando ispirato dall’amore per una ragazza scrissi un brano molto dolce e orecchiabile chiamato “Back To Your Room”. Avevo 16 anni e per la prima volta registravo una canzone tutta da me, grazie anche all’aiuto tecnico del mio più grande amico, Alessandro. Lei sarebbe tornata nella sua città alla fine del mese di agosto, mentre io sarei partito per un viaggio in Irlanda da lì a poco. Avevo il desiderio di poterle fare ascoltare quel brano mentre ero via, cosicché lei avrebbe potuto avere un qualcosa di simbolico e significativo della nostra storia. Così decisi di registrare in un cd “Back To Your Room” e assieme ad Alessandro stampammo una copertina con il titolo della canzone, in modo tale da farlo sembrare un vero cd. Però mancava ancora qualcosa, mancava il nome del cantante. Non sapevo come presentarmi con questo nuovo ruolo, fino ad allora suonavo la batteria in una band, e non ci avevo mai pensato. Pensai che presentarmi con il mio vero nome sarebbe stato forse un po’ banale, così pensai ad un nome d’arte, qualcosa di carino e magari anche di buffo. Non so come, dissi ad Alessandro “Ecco, ho trovato, scrivi Silver sulla copertina”. “Silver ?” rispose lui, “Si, scrivi Silver, è breve, diretto e non si scorda”. E così fu.

Dopo un paio di giorni consegnai tre copie del cd, una alla ragazza a cui dedicavo la canzone e le altre due a due cari amici, poi dissi ad Alessandro di fare girare le copie mentre io stavo in Irlanda.

 Back to your room (2008 version)
"Looking inside myself I'm not the same man, looking inside my home I can feel the same scent, looking for your spirit but now you have to go..."

Così partii. Stetti fuori sette giorni e fu un viaggio bellissimo. Al mio ritorno rimasi letteralmente impressionato nel sapere che durante il periodo che ero mancato, il cd di “Back to your room” aveva fatto il giro di Siracusa, tutti i miei amici quando mi rincontrarono mi chiamarono per la prima volta Silver. Così capii che era successo più di quanto mi aspettavo, conquistai ancora di più il cuore della mia fidanzatina e senza volerlo avevo fatto nascere un nuovo personaggio.

In seguito a quell’esperienza, con Alessandro decidemmo di provare a giocarci un po’ su.

Nell’inverno che seguì registrai un intero cd, e lo feci girare sempre mantenendo in copertina ormai il mio nuovo nome divertendomi a raffigurare Silver con un cappelllo da cowboy in testa e degli occhiali da sole alla Bono Vox. In poco tempo il personaggio di Silver, ormai mio ufficiale alter ego, divenne per alcuni come una sorta di eroe, per altri oggetto di critiche negative e prese in giro. In effetti, forse un tantino preso dal gioco, ne abusai a volte rischiando di sembrare presuntuoso e arrogante e spesso esibizionista. Ma chi mi conosceva bene (e quindi pochissimi), sapevano che i miei non erano atteggiamenti di chi voleva a tutti i costi essere al centro dell’attenzione, bensì comportamenti dati dal mio carattere per natura un po’ egocentrico ma che non volevano ispirare assolutamente superiorità o arroganza.

Così per un po' di tempo decisi di non farmi chiamare più in quel modo. Quando circa 3 anni dopo venni a studiare quì a Roma e cominciai a esibirmi nei pub di Trastevere, usai altri soprannomi, per arrivare infine a presentarmi con il mio vero nome, Stefano Eliamo. Ma Silver forse non è mai morto dentro di me. Credo che ancora Silver esista e rappresenti un personaggio in fin dei conti fantastico. Tra le tante cose che sono, tra tutti gli aspetti della mia vita, tra gli infiniti ruoli che gioco la fuori, Silver rappresenta l'artista, il cantante, il conquistatore di cuori, colui che può essere un leader, un trascinatore e un seduttore anche a tratti abbastanza diabolico.

Silver è la parte di me che ancora può farmi volare.    




permalink | inviato da Stefano E. il 12/3/2008 alle 15:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
12 marzo 2008
Ispirazioni

Luci soffuse

Tengo le luci del soggiorno soffuse, lascio che la voce della tv mi faccia compagnia mentre io sono qui a scrivere su tutto ciò che mi passa per la testa. Penso a tante cose. Tra un po’ chiederò la tesi per la mia specialistica, e solamente adesso finalmente comincio a riconoscere, anche se da lontano, quello che potrebbe essere la fine dei miei studi, almeno di quelli universitari. Vorrei uscirmene fuori in grande stile, e stavolta forse ho i numeri giusti per poterlo fare, ma la strada ancora è lunga, e dovrò stringere i denti. All’inizio ero così perduto, questo era tutto un grande caos e di fatto continua a esserlo ma forse pian piano sto cominciando a capire quello che significa vivere a Roma. Cercavo gli altri a tutti i costi, ero abituato alle dinamiche relazionali di una città come Siracusa, una città di mare del sud, dove è così facile conoscere persone. È lì che ho vissuto i miei primi diciannove anni, ed è lì che ho imparato a suonare. Quando arrivai qui avevo bisogno degli altri, non volevo restare solo e quando l’allora mia ragazza partiva, il mio letto diventava gigantesco e avevo paura. Lei era l’unica condizione senza la quale io potessi sentirmi bene qui a Roma. Quando poi ci lasciammo mi illusi che tornare a essere single poteva essere sinonimo di tornare a respirare ma presto capii che non era così…sono passati gli anni e adesso ho una casa tutta mia qui a Roma, adesso mi sto per laureare e malgrado tutto posso ancora scrivere una canzone in cui rimettere assieme i pezzi di tutto questo tempo.

Non ho più bisogno degli altri, adesso mi sto facendo i muscoli per cercare di essere forte, per tentare di essere pronto, per migliorare e per distruggere i maledetti momenti di solitudine che mi hanno ucciso dentro. Voglio essere forte.


La Creatività

Non so da dove iniziare. Se dicessi che mi sono messo qui a scrivere con un progetto ben definito in mente,mentirei. Non ho la più pallida idea di ciò di cui sto andando a parlare.

Però, chissà, scrivere a vuoto, lasciare che le dita mi conducano da sole verso la loro direzione forse può solamente aiutarmi. È un po’ come la melodia. Quando arriva quella saetta che ci trafigge l’anima, quando il dolore è forte al punto giusto, quando senti che non puoi fare altro che vomitare tutto ciò che tieni dentro, allora vuol dire che sei veramente ispirato. In un certo senso, è la migliore sofferenza. La melodia ti prende da sola, non sei tu a cercarla, ma sono le tue corde vocali o le tue dita che ti conducono verso la loro direzione e tu non puoi farci niente, non puoi fare a meno di seguirla. E così ti metti a creare, mentre il tempo passa, mentre il giorno si trasforma in notte, mentre ti accorgi che il travaglio del tuo spirito ti sta facendo crescere pian piano. Ti trasformi e neanche te ne rendi conto, è in corso una metamorfosi dentro te, non puoi farci più niente, adesso devi creare. E non importa alla fine se ciò che fai è arte, basta con la ricerca dell’opera d’arte a tutti i costi. La vera arte sta nella capacità di sapere creare qualcosa. Diventi tu Dio per un attimo, diventi un creatore, e ciò che crei nessuno potrà mai portartelo via.

Stefano E.


 




permalink | inviato da Stefano E. il 12/3/2008 alle 0:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
3 marzo 2008
Foto al cielo


 

In tutto ciò che faccio, ovunque io vada, qualunque siano le mie scelte, seguo l’idea di un qualcosa che sta al di là dei nostri orizzonti. Mi piace fotografare il cielo, amo andare in terrazza a puntare l’obiettivo verso l’alto, nella speranza di cogliere ciò che a occhio nudo è impossibile vedere. Credo che i nostri cieli siano attraversati da qualcosa a noi ancora sconosciuto, qualcosa di alieno alla nostra realtà. Cosa vola sopra di noi?
Cosa sono quelle strane forme che restano impresse sulla pellicola? Sfere di luce che danzano nel cielo, strane forme che non riusciamo a riconoscere. Quando tra le foto scorgo un anomalia, quando mi sono accertato che ciò che vedo non è un uccello o un insetto perché nel fotogramma successivo non c’è più, allora sento un emozione che mi nasce dallo stomaco, a volte qualche piccola e timida lacrima gocciola giù dai miei occhi, e vorrei chiamare il mondo intero e fargli vedere ciò che ho visto. Così all’improvviso tutto quanto sparisce e mi rendo conto che non sono più solo.
Gli oceani di pensieri che risiedono nella mia mente trovano conforto nel sapere che qualcosa di ignoto e affascinante c’è sopra di noi, sopra di me.

Laddove io non capisco il mondo o il mondo non capisce me, laddove continuo a essere solo, mentre mi ripeto e non riesco a trovare quaggiù sulla terra un senso alla mia vita, alzo gli occhi e l’obiettivo al cielo e penso che forse lassù posso trovare me stesso.



Immagini dal passato. Quando ancora non esisteva la fotografia, il solo mezzo per rappresentare ciò che si vedeva era dipingerlo...

 
Autore: ?
Opera : La crocifissione
Periodo: 1350
Locazione: Monastero di Visoki Decani (Kosovo)



Autore: Aert De Gelder (1645-1727)
Opera: Il Battesimo di Cristo
Periodo: 1710
Locazione:
Fitzwilliam Musuem (Cambridge) 

consultare il sito http://www.zonamagica.net/clipeologia.htm
 




permalink | inviato da Stefano E. il 3/3/2008 alle 0:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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